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Patriot bloccati, Zelensky accusa Washington: «Una decisione politica»
Secondo il presidente ucraino, alcuni missili già pagati dai Paesi europei attendono il via libera del Pentagono. A Oslo nuovi colloqui tra Stati Uniti, Kiev e alleati europei
Volodymyr Zelensky si dice disposto a sospendere per 30 giorni gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe, ma chiede in cambio agli Stati Uniti di contribuire alla difesa dello spazio aereo ucraino con i missili intercettori Patriot. La proposta, presentata dal presidente ucraino durante un collegamento con una delegazione bipartisan del Congresso americano, non avrebbe però incontrato la disponibilità di Washington.
«Potremmo sospendere gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe per 30 giorni. In cambio, ci aspetteremmo che l’America ci aiutasse a proteggere i nostri cieli per quegli stessi 30 giorni, in particolare con i missili intercettori Patriot. Sarebbe giusto, ne sono certo. Ma purtroppo non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità ad aiutarci nemmeno con questa opzione», ha dichiarato Zelensky, secondo quanto riferito dall’agenzia ucraina Ukrinform.
La proposta arriva mentre Kiev denuncia una crescente difficoltà nel reperire i sistemi necessari a contrastare gli attacchi russi. Il presidente ucraino accusa in particolare il Pentagono di rallentare la consegna di intercettori già acquistati da alcuni Paesi europei, nonostante le esigenze urgenti della difesa aerea.
Zelensky: «Il Pentagono ritarda i missili già pagati»
Davanti ai parlamentari statunitensi, Zelensky ha sostenuto che le forniture previste dal programma Purl, acronimo di Prioritised Ukraine Requirements List, siano ferme in attesa dell’autorizzazione del segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth.
Secondo il presidente ucraino, diversi governi europei sarebbero inoltre pronti a trasferire missili Patriot prelevandoli dai propri arsenali, ma non potrebbero procedere senza il consenso degli Stati Uniti.
«I missili sono pronti e potrebbero già trovarsi in Ucraina. Ma, purtroppo, l’autorizzazione non è ancora arrivata. Tutto ciò suggerisce che sia stata presa una decisione politica volta a rallentare il sostegno nei nostri confronti», ha dichiarato Zelensky, stando a quanto riportato dalla presidenza ucraina.
La questione riguarda dunque non soltanto la disponibilità materiale degli intercettori, ma anche i tempi necessari per autorizzarne il trasferimento. Secondo quanto riferito dal Washington Post, che cita fonti vicine alla vicenda, Hegseth non ha ancora dato il via libera alla consegna dei missili richiesti dagli alleati di Kiev, senza tuttavia respingere formalmente le domande.
Il ritardo si inserisce in una fase di crescenti tensioni tra Donald Trump e Zelensky. Nel frattempo, l’Ucraina deve fare i conti con una grave carenza di intercettori, aggravata dagli attacchi russi. Un funzionario ucraino ha dichiarato al quotidiano americano, la scorsa settimana, che le scorte del Paese contengono ormai «solo pochi missili rimasti».
Lockheed Martin a Kiev per ampliare le forniture
Parallelamente, Zelensky ha incontrato nella capitale ucraina una delegazione di Lockheed Martin, società statunitense del settore della difesa. Al centro del confronto, secondo Ukrinform, la possibilità di aumentare le forniture di missili destinati a intercettare quelli balistici e di avviare in Ucraina attività di manutenzione e riparazione dei caccia F-16.
L’incontro punta quindi a discutere sia il rafforzamento delle capacità di difesa aerea sia il sostegno operativo agli aerei da combattimento già in dotazione a Kiev.
Witkoff a Oslo per i colloqui sulla pace
Sul piano diplomatico, l’attenzione si sposta intanto sulla Norvegia. L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff sarà oggi a Oslo per incontrare Zelensky e altri rappresentanti europei, secondo quanto riferito da Axios, che cita un funzionario statunitense.
Sono attesi il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, rappresentanti dei Paesi del gruppo E4 — Regno Unito, Francia, Germania e Polonia — oltre a funzionari dell’Unione europea e della Nato.
Jared Kushner, consigliere di Trump, non prenderà parte di persona all’incontro perché ha l’influenza, ma interverrà da remoto, ha precisato la fonte citata da Axios.
I colloqui riuniranno Ucraina, Stati Uniti e alleati europei con l’obiettivo di elaborare una proposta di pace da sottoporre alla Russia. L’iniziativa diplomatica procede mentre resta aperto il confronto sulle forniture militari americane e Kiev denuncia l’insufficienza delle risorse necessarie a proteggere il proprio territorio.
Raid russo nell’area di Kiev: tre morti e sei feriti
Intanto, un attacco aereo russo nella zona circostante Kiev ha provocato tre morti e sei feriti. Secondo quanto riferito su Telegram dai servizi di emergenza regionali, il raid ha colpito un edificio industriale nel distretto di Obukhiv, dove è scoppiato un incendio.
L’attacco si aggiunge alle offensive che continuano a mettere sotto pressione le difese ucraine, proprio mentre Zelensky chiede agli Stati Uniti e agli alleati di accelerare l’arrivo dei missili intercettori.
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(con fonte AdnKronos)

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