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Il “manuale della rivoluzione” e i messaggi già pronti: cosa ha trovato la Procura nel pc di Siher
Dalle istruzioni per ampliare la partecipazione alle indicazioni su equipaggiamento e gestione delle manifestazioni: gli elementi che gli inquirenti considerano centrali nell’inchiesta sul Movimento 17 ottobre
Un presunto manuale per organizzare le proteste, indicazioni operative per la mobilitazione in piazza e persino messaggi Telegram programmati per il giorno delle manifestazioni. Sono questi alcuni degli elementi su cui la Procura di Milano fonda l’accusa nei confronti di Youssef Siher, il ricercatore trentenne ritenuto dagli investigatori uno degli animatori del Movimento 17 ottobre.
Per gli inquirenti il documento trovato nel computer sequestrato a Siher rappresenta molto più di un testo politico o di una riflessione teorica sulla protesta. Il file, intitolato “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”, viene descritto come un vero e proprio vademecum operativo che spiega come costruire una mobilitazione di massa contro il governo Meloni, coinvolgere nuovi partecipanti e gestire le fasi più critiche delle manifestazioni.
Secondo la Procura, il documento sarebbe stato conservato nel notebook sequestrato al trentenne e presenterebbe contenuti in parte analoghi a quelli circolati nei canali riconducibili al Movimento 17 ottobre. Un elemento che, nell’impianto accusatorio, rafforzerebbe l’ipotesi di un’attività organizzata dietro le proteste che negli ultimi giorni hanno attirato l’attenzione degli investigatori.
Le istruzioni per portare la protesta in strada
Nel testo vengono indicati tre obiettivi principali: manifestare il dissenso contro il governo, ampliare il più possibile la partecipazione e proteggere i manifestanti coinvolti nelle iniziative.
Da qui prende forma una sequenza dettagliata di indicazioni operative. Il manuale suggerisce di riunirsi inizialmente con amici e conoscenti, evitare la presenza delle forze dell’ordine nelle prime fasi dell’organizzazione e coinvolgere progressivamente passanti e residenti per aumentare i numeri della mobilitazione. L’obiettivo, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe quello di trasformare piccoli gruppi iniziali in cortei sempre più estesi e visibili.
La protesta viene descritta come un processo in più fasi, dalla pianificazione preliminare fino alla convergenza verso punti di ritrovo prestabiliti e alle successive marce lungo le principali vie cittadine.
Dall’abbigliamento agli oggetti da portare in piazza
Una parte consistente del documento riguarda l’equipaggiamento dei partecipanti.
Nel materiale sequestrato compaiono indicazioni sull’abbigliamento ritenuto più adatto durante le manifestazioni, accompagnate da immagini e schede illustrative. Felpe con cappuccio, occhiali protettivi, kefiah e guanti vengono presentati come strumenti utili a proteggersi dai lacrimogeni e dalle situazioni di tensione che potrebbero verificarsi durante gli scontri.
Tra gli oggetti da portare con sé figurano acqua, kit di primo soccorso, antidolorifici e aceto, indicato come possibile rimedio contro gli effetti dei gas lacrimogeni.
Gli investigatori segnalano inoltre la presenza di riferimenti a scudi improvvisati e vernice spray. Quest’ultima, secondo quanto riportato negli atti, sarebbe indicata come strumento per oscurare telecamere di videosorveglianza o le superfici vetrate dei mezzi delle forze dell’ordine.
Le indicazioni sugli scontri con la polizia
È però la parte dedicata alla gestione degli scontri a rappresentare uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta.
Nel fascicolo vengono richiamate alcune illustrazioni che mostrerebbero tattiche da adottare durante il confronto con le forze di sicurezza. Tra queste figurano suggerimenti su come mantenere compatto il corteo, superare gli sbarramenti, coordinare i movimenti della folla e scandire slogan condivisi per rafforzare il senso di appartenenza del gruppo.
Secondo gli investigatori, il documento contiene anche indicazioni relative ai lacrimogeni. Una delle immagini mostrerebbe il lancio di un candelotto verso la folla e inviterebbe a raccoglierlo per rilanciarlo contro le forze dell’ordine. Gli stessi inquirenti evidenziano come alcune delle istruzioni contenute nel manuale possano comportare rischi significativi per chi le mettesse in pratica.
I messaggi Telegram programmati per il 24 ottobre
Ma il documento non è l’unico elemento finito sotto la lente della Procura.
Nel computer sequestrato a Siher sarebbero stati trovati anche due messaggi Telegram già predisposti per la pubblicazione il 24 ottobre, la data individuata per una nuova mobilitazione. Secondo quanto emerge dagli atti, il primo avrebbe dovuto comunicare ai partecipanti i punti di concentramento delle manifestazioni, mentre il secondo avrebbe fornito indicazioni sulle destinazioni successive dei cortei.
I messaggi non sono mai stati pubblicati dopo l’intervento della Polizia postale e della Digos, ma la loro presenza viene considerata dagli investigatori un ulteriore tassello nell’attività di ricostruzione della presunta rete organizzativa riconducibile al Movimento 17 ottobre.
L’inchiesta resta nella fase delle accuse formulate dalla Procura. Saranno ora gli sviluppi giudiziari a stabilire se gli elementi raccolti dagli investigatori saranno sufficienti a sostenere le contestazioni contestate a Youssef Siher.
