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Zelensky avverte Trump: «Niente accordi sull’Ucraina senza Kiev»

Zelensky avverte Trump: «Niente accordi sull’Ucraina senza Kiev»

Sul tavolo l’ipotesi di un vertice tra Trump, Putin e Xi Jinping in Cina. Il presidente ucraino chiede garanzie di sicurezza e un posto al negoziato

«Niente sull’Ucraina senza l’Ucraina». Volodymyr Zelensky torna a fissare una linea invalicabile mentre prende corpo l’ipotesi di un incontro tra Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping per discutere anche del futuro della guerra. Un eventuale vertice a tre, senza la partecipazione di Kiev, non può decidere le sorti del Paese: per il presidente ucraino, qualsiasi intesa sul conflitto deve passare dalla presenza diretta dell’Ucraina al tavolo delle trattative.

L’incontro potrebbe tenersi a Shenzhen, in Cina, durante il vertice della Cooperazione economica dell’Asia-Pacifico (APEC), in programma il 17 e 18 novembre. L’ipotesi circola tra Mosca e Washington, ma Zelensky non intende accettare che il futuro del suo Paese venga discusso senza il coinvolgimento della leadership ucraina.

Il presidente ha espresso la propria posizione da Oslo, dopo aver incontrato Steve Witkoff, inviato speciale di Trump. L’emissario americano dovrebbe raggiungere oggi la Russia per un colloquio con Putin.

«Cosa penso di un trilaterale tra America, Cina e Russia? Dipende da loro», ha dichiarato Zelensky. La questione cambia, però, quando si parla dell’Ucraina: «Se si tratta dell’Ucraina, del nostro futuro, può essere accettabile solo se noi siamo al tavolo dei negoziati».

Kiev, ha aggiunto, ritiene di avere una propria strategia per arrivare alla pace e intende portarla avanti insieme ai partner europei. L’obiettivo è che siano gli Stati Uniti a sottoporre queste proposte alla Russia. «Vediamo cosa ha da dire il Cremlino», ha detto il presidente ucraino.

Le garanzie di sicurezza e il pressing americano

Nel colloquio con Witkoff, Zelensky ha insistito anche sulla necessità di ottenere garanzie di sicurezza solide una volta terminata la guerra. La fine delle ostilità, nella prospettiva ucraina, non può limitarsi alla firma di un accordo: deve essere accompagnata da misure capaci di impedire che la Russia torni ad attaccare.

Il messaggio portato dall’inviato americano, secondo quanto riferisce il New York Times, va però in un’altra direzione. Trump sarebbe convinto che Kiev debba accettare un’intesa con Mosca anche a costo di rinunciare ai territori occupati nelle regioni orientali del Paese.

La Casa Bianca punta a convincere Zelensky che opporsi alle concessioni territoriali potrebbe non convenire all’Ucraina. In cambio di un accordo, anche se costruito in larga misura sulle condizioni russe, Kiev potrebbe ottenere benefici economici rilevanti.

Secondo il quotidiano americano, l’amministrazione Trump considera la guerra arrivata a un «punto di svolta» e ritiene che adesso spetti al presidente ucraino dimostrare la propria disponibilità a negoziare. La pressione su Kiev si accompagna al tentativo di Washington di normalizzare i rapporti con Mosca e di allargare il dialogo con Putin oltre il dossier ucraino.

Anche tra i partner europei dell’Ucraina, riferisce il Financial Times, sarebbe allo studio uno scenario che prevede la cessione del Donbass alla Russia in cambio dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Una possibile via d’uscita che resta legata a condizioni politiche e territoriali particolarmente delicate.

Zelensky: «Non stiamo perdendo la guerra, ma perdiamo persone»

Zelensky contesta l’idea che la situazione militare imponga all’Ucraina di accettare qualsiasi condizione. La Russia, sostiene, non è ancora riuscita a conquistare l’intero Donetsk e, di conseguenza, tutto il Donbass. Per il presidente ucraino, il conflitto non ha ancora un vincitore.

Il costo umano della guerra resta però il punto più doloroso. «Non stiamo perdendo la guerra, ma stiamo perdendo persone, ed è un peccato che i nostri bambini non possano avere una vera vita. È per questo che dobbiamo mettere fine a questa guerra al più presto possibile», ha dichiarato.

Da qui l’appello agli alleati occidentali: «Spero che i nostri partner, americani ed europei, ci aiuteranno».

Trump insiste: «È Zelensky che deve far finire la guerra»

La posizione del presidente ucraino è lontana da quella di Trump, che continua a chiedere a Kiev di raggiungere un’intesa con Mosca. Dopo aver sollecitato nuove elezioni in Ucraina, il presidente americano ha messo in discussione anche il ruolo di Zelensky nei negoziati, sostenendo che qualcun altro potrebbe trattare per conto del Paese.

L’ultima offensiva verbale è diretta contro il presidente ucraino, indicato da Trump come il principale responsabile della mancata conclusione del conflitto. «È Zelensky quello che deve far finire la guerra, deve fare un accordo, noi abbiamo dato più soldi all’Ucraina che a chiunque altro e non abbiamo avuto niente», ha affermato.

Il ragionamento del presidente americano si fonda soprattutto sulla disparità di risorse tra i due Paesi. La Russia, sostiene, dispone di una quantità di uomini che l’Ucraina non può eguagliare e continua ad avanzare sul terreno. Per questo, secondo Trump, Kiev dovrebbe accettare un compromesso prima che la propria posizione militare peggiori ulteriormente.

«La Russia è una macchina che avanza e continua ad avanzare. La Russia ha a disposizione una quantità di uomini illimitata, ha perso molti soldati ma è un paese enorme. L’Ucraina, invece, non lo è. Per questo Zelensky deve fare un accordo», ha ribadito.

Trump sostiene inoltre che un’intesa sarebbe stata possibile già due anni fa, quando incontrò Zelensky nello Studio Ovale. Allora, a suo giudizio, l’Ucraina avrebbe potuto ottenere condizioni migliori rispetto a quelle oggi disponibili.

Il presidente americano riconosce che l’ostilità personale tra Putin e Zelensky rappresenta un ostacolo al negoziato, ma esclude che i due leader debbano necessariamente incontrarsi di persona per raggiungere un’intesa. «Mi piacerebbe vedere un’intesa, tra Putin e Zelensky c’è un odio tremendo e questo complica le cose. Non devono per forza stare nella stessa stanza per raggiungere un accordo, si può fare in un altro modo».

Resta così aperta la distanza tra le due posizioni: Washington insiste sulla necessità di chiudere la guerra attraverso un compromesso, mentre Kiev chiede di non essere esclusa dalle decisioni che riguardano il proprio futuro e reclama garanzie che impediscano una nuova aggressione russa.

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(con fonte AdnKronos)

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