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Manifestazioni del 24 ottobre, allerta sicurezza in tutta Italia: 100 perquisiti
Circa cento persone, tra cui 51 minorenni, sono state perquisite in 18 città dopo i disordini del fine settimana scorso. A Milano la Procura indaga per devastazione e saccheggio. Previsti cortei a sorpresa, il movimento cambia strategia: tre punti d’incontro alle 14.30
Le manifestazioni annunciate per sabato 24 ottobre in diverse città italiane fanno scattare un dispositivo di sicurezza rafforzato, con particolare attenzione a Milano e Roma. Dopo i disordini dello scorso fine settimana nel capoluogo lombardo, le forze dell’ordine monitorano le comunicazioni online e preparano interventi preventivi per evitare nuove devastazioni e scontri. Intanto, le perquisizioni eseguite in 18 città hanno coinvolto circa cento persone, 51 delle quali minorenni.
Il movimento 17 ottobre ha modificato la strategia per le iniziative di piazza, annullando gli appuntamenti comunicati in precedenza. La mobilitazione, assicurano gli organizzatori, non viene cancellata: cambia il modo di svolgerla. «Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate “be water”», hanno scritto, annunciando che i luoghi degli incontri saranno comunicati soltanto a ridosso delle manifestazioni.
Il programma prevede che alle 14.30 vengano indicati tre punti di concentramento per ciascuna città. «Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto», spiegano gli organizzatori. Alle 15.30 sarà poi resa nota la piazza conclusiva, verso la quale confluiranno i tre cortei: «Tre fiumi che confluiscono in uno».
Una modalità che rende ancora più importante il monitoraggio delle chat e delle piattaforme social, già avviato nei giorni scorsi per individuare eventuali tentativi di organizzare blitz estemporanei. Nelle questure di diverse città si sono svolti tavoli tecnici per predisporre piani di sicurezza e coordinare i servizi di prevenzione.
Piantedosi: «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile»
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto da Treviso, ha assicurato che i dispositivi sono stati rafforzati su scala nazionale. «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile. Abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis», ha dichiarato.
Nella capitale, ha precisato il ministro, sono quattro le iniziative in qualche modo già preannunciate. L’attività di prevenzione riguarda anche le reti di comunicazione utilizzate per diffondere informazioni e sollecitare la partecipazione alle manifestazioni.
Piantedosi ha inoltre riferito che sono in corso operazioni di polizia giudiziaria per disarticolare una rete di giovani che avrebbe cercato di coordinarsi con l’obiettivo di riproporre episodi simili a quelli dei giorni scorsi. «Stiamo pianificando interventi di prevenzione di qualsivoglia iniziativa che dovesse andare nella direzione dei fatti accaduti nei giorni scorsi in altre città», ha spiegato, aggiungendo che il governo guarda con fiducia al lavoro svolto.
Perquisizioni in 18 città: sequestrati telefoni, armi e passamontagna
I primi interventi sono scattati venerdì mattina, con perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di circa cento persone identificate in relazione ai gravi disordini del fine settimana precedente. Tra loro figurano 51 minorenni.
Le operazioni della Digos hanno interessato Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese e Verona.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati telefoni cellulari, computer e altri dispositivi informatici. Gli agenti hanno inoltre trovato armi soft air, munizioni da guerra, armi da taglio, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio e una balestra.
Tra il materiale sequestrato figurano anche taniche di plastica contenenti benzina, indumenti utilizzabili per nascondere il volto, tra cui passamontagna e scaldacollo, e capi di abbigliamento rubati nei negozi durante le recenti manifestazioni.
Mantovano: «La violenza non c’entra nulla con la democrazia»
Sulle iniziative in programma è intervenuto anche Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Nel corso della trasmissione Cinque minuti ha auspicato che il diritto di manifestare venga esercitato nel rispetto delle regole. «La violenza non c’entra nulla con la democrazia», ha affermato.
Mantovano ha definito il fenomeno «complesso, nuovo, variegato», con più cause che rendono difficile prevenire e contrastare gli attacchi alla sicurezza. Ha inoltre ricordato il decreto legge che, secondo quanto dichiarato, sarebbe diventato pienamente operativo dal giorno successivo.
La Procura di Milano indaga per devastazione e saccheggio
Sul fronte giudiziario, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo contro ignoti per devastazione e saccheggio in relazione ai disordini dello scorso fine settimana nel centro della città. Si tratta di un fascicolo contenitore, destinato a raccogliere le relazioni delle forze dell’ordine e gli esiti delle attività investigative più complesse, come l’analisi dei filmati, che non permettono un fermo immediato e non rientrano nei tempi stringenti previsti per la convalida degli arresti.
Il procedimento è affidato al procuratore Marcello Viola e ai sei magistrati della sezione antiterrorismo, competente anche per i fenomeni di piazza. L’assegnazione non implica, di per sé, l’individuazione di una matrice per quanto accaduto.
Per sabato 24 e domenica 25 ottobre è stata inoltre rafforzata la presenza dei magistrati, con una decina di colleghi disponibili a supportare quelli di turno in caso di necessità.
Sul tavolo del procuratore sono arrivate alcune denunce presentate da privati e una prima informativa della Digos sulle devastazioni. Al momento, secondo quanto riportato, non sarebbe invece emersa un’indicazione precisa sulla presunta regia degli episodi.
Le indagini coinvolgono anche la Squadra Mobile, l’Arma dei Carabinieri e la Polizia Postale. Gli approfondimenti informatici si concentreranno sulle chat di WhatsApp, sugli scambi attraverso TikTok e sull’inoltro di messaggi sui social, per ricostruire le modalità con cui sarebbero stati organizzati gli appuntamenti in piazza.
(con fonte AdnKronos)

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