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Allarme droni russi, “possibili attacchi a Italia, Francia e Spagna”
El Mundo riferisce di informazioni raccolte dalla Cia e condivise con diversi governi europei. Nel mirino anche porti e aeroporti
Quando ammassava le truppe ai confini dell’Ucraina, nel febbraio 2022, Vladimir Putin rassicurava il mondo parlando di esercitazioni militari. Pochi giorni dopo sarebbe arrivata l’invasione dell’Ucraina e l’inizio di quella che il Cremlino definisce «operazione speciale» ma che tutti noi sappiamo essere una guerra di aggressione e annessione. È anche alla luce di quel precedente che l’allarme sui possibili droni russi contro l’Europa assume un peso particolare.
Secondo quanto riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo, la Russia starebbe preparando una nuova escalation con droni, questa volta rivolta verso alcuni Paesi del Mediterraneo: Spagna, Francia e Italia. Il giornale sostiene che la Cia abbia raccolto informazioni sui piani attribuiti al Cremlino e le abbia condivise con diversi governi europei.
«Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container, non è affatto difficile», ha riferito una fonte vicina al ministero della Difesa lituano, citata dal quotidiano spagnolo a condizione di anonimato.
Secondo El Mundo, Mosca avrebbe da tempo costruito la giustificazione per un’eventuale escalation. La Russia ha ripetutamente sostenuto che la fornitura di armi, informazioni e consiglieri militari all’Ucraina trasformi i Paesi occidentali in partecipanti al conflitto e quindi in obiettivi legittimi.
Finora, osserva il quotidiano, Mosca avrebbe mantenuto le proprie azioni al di sotto di quella che gli esperti definiscono la «soglia di guerra», evitando operazioni che potrebbero provocare una risposta coordinata della Nato. Parallelamente, però, sarebbe cresciuta la campagna di sabotaggio contro obiettivi situati nei Paesi che sostengono Kiev, insieme a episodi isolati che, secondo l’interpretazione riportata da El Mundo, potrebbero essere serviti a testare i limiti e a misurare le reazioni occidentali.
Una prima escalation viene individuata dal giornale nell’episodio di un anno fa, quando 19 droni privi di munizioni sconfinarono nello spazio aereo polacco. Il passaggio successivo sarebbe rappresentato dal recente incidente che ha coinvolto droni armati all’aeroporto di Lipsia, attribuito dalle autorità tedesche all’intelligence russa.
Uso drone Gerbera nel possibile scenario
Le autorità lituane, riferisce ancora il quotidiano iberico, sarebbero in possesso di informazioni anche sul modello di drone che potrebbe essere utilizzato contro Spagna, Francia o Italia. Si tratterebbe del Gerbera, lungo circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri e un peso fino a 18 chilogrammi.
Il drone può raggiungere, secondo i dati riportati dal quotidiano, una velocità intorno ai 160 chilometri orari e un’autonomia dichiarata di 600 chilometri. La distanza effettivamente percorribile dipenderebbe anche dal carico esplosivo e da variabili come il vento.
Una nave mercantile, secondo lo scenario descritto dal giornale madrileno, potrebbe trasportarne diversi e consentirne il lancio con minori difficoltà rispetto a modelli come Shahed o Geran, di dimensioni maggiori.
Da una distanza di 200 o 300 chilometri dalla costa, il volo potrebbe durare indicativamente tra un’ora e un quarto e due ore, in funzione della velocità effettiva. Il carico utile relativamente ridotto non sarebbe sufficiente a distruggere una struttura di grandi dimensioni, ma potrebbe provocare un incendio, danneggiare apparecchiature esposte oppure determinare la chiusura temporanea di un porto o di un aeroporto.
L’effetto di un’eventuale operazione, secondo la ricostruzione del quotidiano, potrebbe quindi andare oltre il danno materiale e avere conseguenze anche sul piano politico ed economico.
L’allerta dopo il viaggio di Ratcliffe a Mosca
El Mundo collega inoltre la circolazione delle informazioni tra i governi europei al misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto.
Ratcliffe sarebbe arrivato a bordo di un aereo militare statunitense che aveva fatto scalo a Riga, sul fianco baltico della Nato. Il quotidiano precisa che non esistono prove pubbliche di suoi incontri in Lettonia, mentre fonti diplomatiche di un Paese baltico avrebbero confermato di essere state informate in anticipo del viaggio e di averne avuto successivamente conoscenza.
Secondo quanto riportato da The Wall Street Journal e Politico, Ratcliffe si sarebbe recato in Lituania per mettere in guardia la Russia da eventuali attacchi o provocazioni contro la Nato.
Fonti a conoscenza dell’allerta citate dal quotidiano di Madrid sostengono inoltre che anche i governi di Spagna, Francia e Italia siano stati informati della possibile preparazione di un’operazione con droni contro uno dei tre Paesi.
Il media spagnolo collega questo avvertimento anche alla reazione del presidente francese Emmanuel Macron. Dopo aver convocato il Consiglio di Difesa il 16 settembre, due giorni più tardi Macron avrebbe invitato all’Eliseo i leader di tutti i partiti e i candidati alle elezioni presidenziali del 2027.
Diversi analisti della difesa interpellati da El Mundo avrebbero infine confermato di essere a conoscenza di un rapporto della Cia circolato tra i ministeri degli Esteri europei. Secondo le fonti citate dal giornale, si tratterebbe di un documento particolarmente preciso nella descrizione del possibile attacco e al quale le autorità francesi avrebbero attribuito notevole credibilità.
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(con fonte AdnKronos)
