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Norvegia, battaglione di artiglieria al confine russo: Mosca minaccia ritorsioni
Oslo schiera quattro obici semoventi K9 vicino alla frontiera con la Russia. Previsti altri sistemi entro il 2028 e nuovi lanciarazzi K239 Chunmoo entro il 2030. Peskov: «Una minaccia alla sicurezza»
Il rafforzamento militare della Norvegia lungo il confine con la Russia provoca la reazione di Mosca. Il governo di Oslo ha ufficializzato il dispiegamento di un battaglione di artiglieria nell’area settentrionale del Paese, una decisione che il Cremlino considera una minaccia diretta alla sicurezza russa. Dmitry Peskov ha fatto sapere che le autorità russe stanno valutando «ulteriori misure» per rispondere al potenziamento delle capacità militari norvegesi.
Il dispositivo attualmente schierato comprende quattro obici semoventi K9, sistemi di produzione sudcoreana con una gittata utile fino a 40 chilometri. La presenza dei mezzi è stata confermata dall’ambasciatore russo a Oslo, Nikolay Korchunov, in una dichiarazione riportata dalla testata Izvestia.
Il piano di Oslo prevede però un incremento consistente delle forze disponibili nell’area. Secondo Korchunov, altri 24 sistemi K9 dovrebbero essere consegnati alla brigata Finnmark entro la fine del 2028.
A questi si aggiungerà un ulteriore potenziamento entro il 2030. Le Forze Armate norvegesi dovrebbero infatti ricevere 16 lanciatori K239 Chunmoo, il sistema lanciarazzi multiplo sudcoreano, insieme a missili capaci di raggiungere una gittata fino a 500 chilometri.
La Norvegia intende inoltre costituire un altro battaglione di artiglieria autonomo nella contea di Troms, nel nord del Paese. È proprio la combinazione tra nuove unità e sistemi d’arma a lunga gittata a preoccupare Mosca.
Secondo l’ambasciatore russo, il rafforzamento delle capacità di fuoco norvegesi potrebbe infatti portare sotto il raggio d’azione dell’artiglieria anche la Flotta del Nord e le strutture strategiche russe situate nella penisola di Kola.
La risposta del Cremlino è arrivata attraverso il suo portavoce. Dmitry Peskov, citato dall’agenzia russa Tass, ha sostenuto che il potenziamento militare norvegese sia diretto contro la Russia e che, proprio per questo, non possa essere considerato privo di conseguenze sul piano della sicurezza.
«Naturalmente, un simile rafforzamento militare, che è diretto contro il nostro Paese, la Federazione Russa, non può non essere percepito come una minaccia alla sicurezza della Russia», ha dichiarato Peskov.
Il portavoce ha quindi aggiunto che la situazione rappresenta «un motivo per adottare ulteriori misure volte a garantire la nostra sicurezza», precisando che della risposta si stanno occupando il ministero della Difesa russo e gli altri servizi competenti.
Il confronto riguarda così non soltanto il dispiegamento già effettuato, ma un programma di rafforzamento destinato a proseguire nei prossimi anni, con nuove dotazioni di artiglieria e sistemi missilistici nell’estremo nord della Norvegia.
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(con fonte AdnKronos)
