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Israele, l’Alta Corte annulla la legge che proteggeva i renitenti Haredi
L’Alta Corte ha annullato la norma approvata a luglio. Otto giudici su nove l’hanno ritenuta incostituzionale per la disparità di trattamento tra gli obiettori ultraortodossi e gli altri renitenti
L’Alta Corte di Giustizia israeliana ha annullato all’unanimità la legge che congelava per sette mesi gli arresti dei renitenti alla leva ultraortodossi. La norma, approvata a luglio, impediva alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e alla polizia di procedere all’arresto degli studenti Haredi che non si presentavano per il servizio militare.
Tutti e nove i giudici hanno ritenuto che la legge fosse invalida per gravi motivi procedurali. Otto di loro, inoltre, hanno stabilito che la norma violava il principio di uguaglianza, creando una distinzione tra i renitenti alla leva ultraortodossi e quelli appartenenti ad altri gruppi.
La legge era arrivata dopo che il governo non era riuscito ad approvare un provvedimento destinato a ripristinare l’esenzione generalizzata dal servizio militare per gli studenti ultraortodossi delle yeshiva. L’esecutivo aveva quindi fatto approvare una norma che impediva per quattro mesi l’arresto dei renitenti alla leva Haredi, periodo che, per ragioni legali legate alle elezioni, si sarebbe poi esteso a sette mesi.
Il governo aveva sostenuto che gli arresti degli ultraortodossi stessero provocando disordini sociali e riducendo la propensione della comunità Haredi ad arruolarsi. Una posizione che non era stata accompagnata da prove e che contrastava con quella delle IDF, secondo cui il contrasto all’obiezione di coscienza era necessario ed efficace.
Nella sua opinione principale, il vicepresidente della Corte Suprema Noam Sohlberg ha evidenziato soprattutto l’irregolarità dell’iter seguito dalla legge alla Knesset. Secondo il giudice, il problema era già sufficiente a giustificare l’annullamento della norma e tutti e nove i componenti della Corte hanno condiviso questa valutazione.
Il punto contestato riguarda il cambiamento intervenuto tra la prima lettura e l’approvazione definitiva. La versione iniziale del disegno di legge prevedeva infatti misure coercitive nei confronti dei renitenti alla leva ultraortodossi, nell’ambito di una proposta nata per affrontare il problema dell’arruolamento degli Haredi.
Nel testo approvato in via definitiva, invece, quelle misure erano state eliminate. La norma era stata modificata per congelare gli arresti dei renitenti alla leva Haredi, venendo incontro alle richieste dei partiti ultraortodossi. Per Sohlberg, il cambiamento aveva prodotto l’effetto opposto rispetto alla versione originaria e rappresentava una violazione fondamentale delle regole legislative della Knesset.
A questo vizio procedurale si è aggiunta la questione dell’uguaglianza. Con una maggioranza di otto giudici contro uno, l’Alta Corte ha stabilito che la legge era incostituzionale perché garantiva agli studenti Haredi che non si presentavano alla leva una protezione che non veniva riconosciuta ai renitenti appartenenti ad altri gruppi.
Secondo Sohlberg, la norma costituiva una «chiara discriminazione» fondata sull’appartenenza a un determinato gruppo religioso e violava il dovere dello Stato di garantire un trattamento equo ai cittadini.
Il vicepresidente della Corte ha sottolineato inoltre che non erano state presentate prove a sostegno dell’affermazione secondo cui gli arresti dei renitenti Haredi avrebbero ridotto la motivazione della comunità ultraortodossa ad arruolarsi.
Sohlberg ha richiamato anche i numeri degli arresti: 219 uomini Haredi erano stati arrestati da gennaio 2025, una cifra pari appena allo 0,3% degli uomini Haredi obbligati al servizio militare.
La legge, inoltre, non prevedeva un sistema di controllo né sanzioni per stabilire quando uno studente di yeshiva che si sottraeva alla leva potesse beneficiare del congelamento dell’arresto. Per questo, secondo il giudice, non era possibile sostenere neppure che la misura fosse realmente finalizzata a favorire lo studio della Torah.
La norma aveva creato così una situazione nella quale agli studenti delle yeshiva Haredi era consentito, secondo Sohlberg, continuare a violare l’obbligo di leva sapendo che nei loro confronti non sarebbe stata adottata alcuna misura coercitiva, a differenza di quanto accadeva per gli altri renitenti.
La decisione è stata accolta positivamente dai leader dell’opposizione. Avigdor Liberman, leader di Yisrael Beytenu e da tempo favorevole all’arruolamento degli Haredi, ha elogiato la Corte. Il suo partito aveva presentato il ricorso contro la legge.
Liberman ha apprezzato in particolare il rifiuto della Corte di accettare una distinzione tra gruppi diversi nell’applicazione della legge, richiamando il principio secondo cui non può esistere «una distinzione tra un tipo di sangue e un altro».
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(con fonte AdnKronos)
