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Operaio morto al Colosseo, la Procura indaga su sicurezza e dinamica
Sono sette le persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte di Andrea Moretti. Al vaglio anche l’ipotesi di un errore umano
Sono sette le persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte di Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni deceduto in un incidente sul lavoro all’interno del Colosseo. La Procura di Roma procede per omicidio colposo in relazione a una possibile violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
I magistrati di piazzale Clodio hanno esaminato nelle ultime ore la documentazione acquisita sull’appalto e sulla società incaricata dei lavori in subappalto. Gli accertamenti hanno portato alle prime iscrizioni, anche in vista dell’autopsia che sarà disposta lunedì: l’incarico verrà conferito ai medici legali della Sapienza.
L’esame autoptico rappresenterà uno dei passaggi dell’inchiesta, che dovrà ricostruire con precisione quanto accaduto al giovane operaio. Moretti era specializzato nei lavori in quota. La Procura intende chiarire la dinamica dell’incidente anche attraverso una consulenza tecnica e verificare se nel cantiere vi siano state falle nelle procedure di sicurezza oppure se la tragedia possa essere riconducibile a un errore umano.
Al momento dell’incidente erano presenti altri operai, tra cui il cognato della vittima. I lavoratori erano impegnati da alcuni mesi negli interventi in vista dell’inaugurazione prevista per ottobre e sono stati ascoltati dagli inquirenti per ricostruire le circostanze dell’incidente.
Resta intanto chiuso il Parco del Colosseo, che non riaprirà al pubblico neppure venerdì. Prima di disporre la riapertura, il ministro della Cultura Alessandro Giuli intende verificare l’indirizzo che prenderanno le indagini condotte dagli inquirenti.
Secondo quanto si apprende da fonti del Ministero della Cultura, Giuli incontrerà inoltre, insieme ai dirigenti del MiC e al direttore Quilici, le lavoratrici e i lavoratori del Parco del Colosseo. L’obiettivo è verificare anche se le loro condizioni psicologiche siano compatibili con la ripresa delle attività e con la riapertura al pubblico.
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(con fonte AdnKronos)
