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Benzina e diesel, nuova stangata: il pieno continua a rincarare
Benzina a 2,027 euro al litro e gasolio a 2,131 sulla rete nazionale. In autostrada si sale a 2,110 e 2,206 euro
Una crescita che sembra non volersi fermare, alimentando tra gli automobilisti il timore che benzina e diesel possano non tornare più ai livelli precedenti alla guerra tra Stati Uniti e Iran.
Gli ultimi numeri confermano la pressione sui prezzi alla pompa. Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, aggiornati a mercoledì 2 settembre, la benzina in modalità self service viene venduta mediamente a 2,027 euro al litro sulla rete stradale nazionale, mentre il gasolio raggiunge 2,131 euro al litro. Rispetto al giorno precedente, la verde è salita da 2,022 a 2,027 euro e il diesel da 2,130 a 2,131 euro.
Il conto diventa ancora più pesante per chi viaggia in autostrada. Qui il prezzo medio del self service è arrivato a 2,110 euro al litro per la benzina e 2,206 euro per il gasolio, contro i 2,104 e 2,204 euro registrati il giorno precedente.
A spingere il mercato dei carburanti c’è anche il nuovo movimento delle quotazioni internazionali del greggio. Il Wti viene indicato a 90,40 dollari al barile, in rialzo del 5,40% a New York, mentre il Brent sale del 7,37%, arrivando a 94,88 dollari.
La benzina torna a sfiorare i livelli del 2022
L’aumento registrato sulla rete autostradale assume un peso particolare se confrontato con i valori raggiunti durante la crisi del 2022.
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, ricorda che già ieri la benzina aveva superato la soglia dei 2,10 euro al litro in autostrada, diventando il terzo prezzo settimanale più elevato mai registrato.
Davanti ci sono soltanto i valori rilevati nel marzo 2022: 2,137 euro al litro nella settimana dal 14 al 20 marzo e 2,185 euro nella settimana dal 7 al 13 marzo.
Il dato odierno aggiunge un altro gradino alla corsa. In un solo giorno, osserva Dona, il prezzo medio autostradale è passato da 2,104 a 2,110 euro al litro. Per un automobilista che faccia un rifornimento da 50 litri, significa 30 centesimi in più rispetto a ieri.
Dona: “Tagliare le accise per tutti”
Di fronte a questa nuova accelerazione, il presidente dell’Unione nazionale consumatori torna a chiedere un intervento sulle accise. La richiesta rivolta al Governo Meloni è di intervenire sia sulla benzina sia sul gasolio e senza limitare le misure alle sole categorie produttive.
Secondo Dona, gli interventi messi in campo finora avrebbero raggiunto soltanto una parte dei lavoratori colpiti dall’aumento dei costi: autotrasportatori, agricoltori, tassisti e pescatori.
Resterebbero invece fuori, nella sua denuncia, categorie come gli artigiani e chi trasporta merci senza rientrare nella definizione di autotrasportatore. Una platea più ampia di lavoratori e imprese, sostiene Dona, sarebbe esposta così all’aumento dei costi con possibili ripercussioni anche sull’inflazione.
La critica al bonus carburanti
Nel mirino dell’Unione nazionale consumatori finisce anche il bonus carburanti destinato ai lavoratori.
Dona sostiene che il provvedimento abbia fallito per tre volte e che sia stato adottato soltanto da una parte limitata delle imprese, prevalentemente quelle di grandi dimensioni. Il motivo, secondo la sua ricostruzione, sarebbe anche legato alla possibilità per le aziende di dedurre fiscalmente al 100% i 200 euro previsti.
La misura, afferma Dona, sarebbe stata così utilizzata in alcuni casi in sostituzione di un premio o di un aumento in busta paga, che per la stessa cifra avrebbe comportato un costo maggiore per l’impresa a causa di contributi e tasse.
Per il lavoratore, però, il risultato sarebbe stato diverso: i 200 euro non possono essere utilizzati liberamente, ma soltanto per l’acquisto di carburante. Una limitazione che, nella valutazione dell’associazione dei consumatori, rende il beneficio meno efficace rispetto a una somma corrisposta direttamente in busta paga.
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(con fonte AdnKronos)
