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Attentato a Ranucci, Natalia Potenza ascoltata per dieci ore
L’ex compagna di Valter Lavitola aveva chiesto di essere sentita dai pm. Agli investigatori avrebbe consegnato anche documentazione fiscale
È durata dieci ore l’audizione di Natalia Potenza negli uffici della procura di Roma. L’ex compagna italo-argentina di Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato avvenuto lo scorso ottobre davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, è stata ascoltata come persona informata sui fatti.
Potenza aveva chiesto lei stessa di essere sentita dai magistrati. A piazzale Clodio ha risposto alle domande del pm Edoardo De Santis, titolare del fascicolo, e dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati. Al termine dell’audizione ha lasciato la procura accompagnata dalla sorella.
Uno dei punti centrali della sua testimonianza riguarda l’ordigno utilizzato nell’attentato. Davanti agli inquirenti, Potenza avrebbe ribadito di non sapere nulla della bomba. La donna avrebbe quindi ricostruito gli affari dell’ex compagno, ripercorrendo la sua conoscenza di Lavitola e il periodo della relazione con lui.
Nel corso dell’audizione, secondo quanto si apprende, l’ex compagna dell’ex editore avrebbe inoltre messo a disposizione degli investigatori documentazione anche di natura fiscale, che potrebbe contribuire alla ricostruzione delle attività di Lavitola.
Potenza avrebbe parlato anche del rapporto tra Lavitola e Ranucci, fornendo agli inquirenti elementi relativi ai rapporti intercorsi tra i due.
La testimonianza arriva a due giorni dalla decisione del tribunale del Riesame, che ha respinto le istanze presentate dai difensori di Lavitola, confermando così la misura cautelare in carcere. Il Riesame ha inoltre confermato l’aggravante del metodo mafioso contestata all’ex editore.
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(con fonte AdnKronos)
