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Addio a Emma Bonino, martedì 15 settembre le esequie di Stato
La cerimonia sarà in forma laica e si svolgerà alle 12.30 in Campidoglio. Domenica 13 settembre l’apertura della camera ardente
Emma Bonino sarà salutata martedì 15 settembre con le esequie di Stato, in una cerimonia laica che si terrà alle 12.30 nella Protomoteca del Campidoglio. La sua morte chiude una lunga esperienza politica iniziata negli anni Settanta e attraversata da battaglie che hanno segnato la storia italiana e internazionale.
Nata a Bra il 9 marzo 1948, Bonino si avvicina alla politica durante gli anni dell’università e trova nel Partito Radicale di Marco Pannella il terreno nel quale sviluppare il proprio impegno. La prima grande battaglia è quella per l’aborto. Nel 1975 fonda il Cisa, il Centro di informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, e sceglie di esporsi direttamente nella lotta contro la clandestinità, arrivando anche all’autodenuncia. Tre anni dopo entra in vigore la legge 194.
Nel 1976 viene eletta per la prima volta alla Camera. Da quel momento la sua attività si amplia progressivamente: alla difesa dei diritti delle donne si affiancano le campagne contro la fame nel mondo, la pena di morte, la partitocrazia, le mutilazioni genitali femminili, la giustizia punitiva, i genocidi e i regimi autoritari.
Una parte fondamentale della sua storia politica si sviluppa però oltre i confini italiani. Bonino si impegna per la democrazia, lo Stato di diritto e la giustizia internazionale, sostenendo la nascita della Corte penale internazionale. Nel 1993 fonda Non c’è pace senza giustizia, mentre nel 1998 arriva l’adozione dello Statuto di Roma che istituisce la Corte, divenuta operativa nel 2002.
Nel 1995 arriva l’incarico di commissaria europea. Il suo lavoro si concentra soprattutto sull’azione umanitaria e la porta a seguire alcune delle principali crisi internazionali di quegli anni, dai Balcani ai Grandi Laghi, dalla Somalia al Sudan e all’Afghanistan. È anche impegnata nella campagna internazionale contro le mine antipersona, fino alla convenzione di Ottawa.
Parallelamente continua il percorso nelle istituzioni italiane. È ministra per le Politiche europee, vicepresidente del Senato e, tra il 2013 e il 2014, ministra degli Esteri. Nel corso della sua carriera il suo nome viene indicato anche in occasione delle elezioni per la Presidenza della Repubblica, prima nel 1999 e poi nel 2015.
Il rapporto politico con Pannella, durato decenni, si interrompe nel 2015. Nello stesso anno Bonino rende pubblica la sua battaglia contro il tumore al polmone che le era stato diagnosticato. Anche durante la malattia continua a intervenire nel dibattito pubblico e a occuparsi dei temi che avevano caratterizzato il suo percorso politico.
Negli anni successivi diventa una delle figure di riferimento dell’area europeista. Nel 2017 partecipa alla nascita di +Europa e nel 2018 viene eletta al Senato. La sua attività continua a concentrarsi sull’integrazione europea, sui diritti individuali, sulla democrazia e sulla dimensione internazionale della politica.
Nel 2024 arriva anche un incontro particolarmente significativo con papa Francesco, che la visita privatamente nella sua abitazione. È uno dei momenti che raccontano l’evoluzione di una figura politica rimasta a lungo su posizioni fortemente distanti da quelle della Chiesa su numerose questioni etiche e civili.
Negli ultimi anni Bonino continua a difendere la necessità di un’Europa più unita e integrata e mantiene centrale la libertà di scelta delle persone. Il filo conduttore della sua esperienza resta quello delle battaglie per i diritti, dalla prima stagione radicale fino all’impegno nelle istituzioni italiane ed europee e nelle campagne internazionali.
Emma Bonino muore a 78 anni, dopo oltre mezzo secolo di vita politica. Le esequie di Stato del 15 settembre rappresenteranno l’ultimo saluto pubblico a una protagonista che ha legato la propria esperienza politica alla libertà individuale, alla difesa dei diritti e alla costruzione di strumenti internazionali di giustizia.
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(con fonte AdnKronos)
