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Trump rassicura la Nato mentre Mosca minaccia obiettivi britannici
Il presidente Usa definisce “buoni” i colloqui con Putin. A Mosca il direttore della Cia Ratcliffe ha sollecitato un accordo sulla guerra in Ucraina
Mosca minaccia di colpire siti militari britannici in risposta agli attacchi ucraini condotti sul territorio russo con armi fornite da Londra, secondo quanto riferito da Bloomberg. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha avvertito che la risposta potrebbe interessare “qualsiasi installazione militare britannica” in Ucraina e anche altrove.
Nella serata di ieri, dalla Casa Bianca, Donald Trump ha però cercato di ridimensionare i timori di un’ulteriore escalation, assicurando che “Putin non attaccherà la Nato” e definendo “buoni” i suoi colloqui con il presidente russo.
Trump ha parlato anche della missione a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, che martedì ha incontrato il capo dell’intelligence russa Sergey Naryshkin.
Secondo diverse ricostruzioni dei media, Ratcliffe sarebbe andato in Russia con l’obiettivo di avvertire il Cremlino di non colpire Paesi dell’Alleanza Atlantica. Trump ha smentito questa versione, dichiarando ad Axios che il direttore della Cia non ha consegnato alcun messaggio di questo tipo.
Il presidente americano ha definito quella di Ratcliffe “un normale impegno di lavoro”, sottolineando che i contatti tra i due servizi di intelligence avvengono regolarmente e che non vi sarebbe stato nulla di insolito.
Ratcliffe: valutazione “cupa” sulla guerra in Ucraina
Durante la missione di martedì a Mosca, Ratcliffe ha definito “cupa” la valutazione americana sulla guerra russa in Ucraina. Nel corso dell’incontro con il capo dell’Fsb, Aleksandr Bortnikov, il direttore della Cia ha invitato il Cremlino a “trattare” per raggiungere un accordo prima che la situazione militare ed economica della Russia peggiori ulteriormente.
Secondo il New York Times, Ratcliffe avrebbe trasmesso questo messaggio senza minacciare conseguenze nel caso in cui il conflitto dovesse proseguire. Alcuni funzionari, tuttavia, ritengono che il suo intervento possa avere maggiore credibilità rispetto ai tradizionali canali diplomatici.
Non è chiaro se la missione possa determinare un cambiamento nella linea della Casa Bianca. L’iniziativa viene comunque interpretata come un tentativo dell’amministrazione Trump di rimettere in moto negoziati ormai fermi.
Ratcliffe avrebbe spiegato a Bortnikov che, considerando la situazione sul campo e le difficoltà economiche, per Mosca sarebbe arrivato il momento di avviare colloqui seri per porre fine alla guerra.
La missione del Vaticano a Mosca
A Mosca è presente anche monsignor Paul Richard Gallagher, ministro degli Esteri del Vaticano e inviato papale, che ha ribadito il ruolo della Chiesa come operatrice di pace e costruttrice di ponti.
Durante l’incontro con il clero e i religiosi della comunità cattolica russa, previsto nell’ambito della missione di pace, Gallagher ha richiamato l’insegnamento di Papa Leone sulla “pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”.
Il ministro degli Esteri del Vaticano ha sottolineato che costruire ponti significa riconoscere e superare divisioni, odio e incomprensioni. Al termine della visita ha presieduto una messa solenne nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, insieme ai vescovi cattolici del Paese.
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(con fonte AdnKronos)
