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Carburanti, benzina oltre i 2 euro: è record. Il caro pieno colpisce gli italiani in vacanza
Benzina a 2,008 euro al litro e gasolio a 2,208 sulla rete stradale. In autostrada si arriva rispettivamente a 2,085 e 2,230 euro. L’Unione nazionale consumatori: “Mai un prezzo così alto” nelle rilevazioni giornaliere del Mimit
La corsa dei prezzi dei carburanti continua e il caro pieno torna a colpire gli automobilisti italiani proprio nel periodo delle vacanze e degli spostamenti per il controesodo. Il provvedimento adottato dal governo per contenere l’impatto dei rincari si è rivelato inutile poco dopo la sua istituzione, mentre il costo di benzina e gasolio continua a salire. L’Esecutivo non reagisce per contrastare tale scempio speculativo.
A confermare la pressione sui prezzi sono gli ultimi dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio della benzina in modalità self service ha raggiunto 2,008 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,208 euro al litro.
In autostrada il conto è ancora più alto: la benzina arriva a una media di 2,085 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,300 euro al litro.
Numeri che, secondo l’Unione nazionale consumatori, segnano un nuovo record.
Benzina, per i consumatori è un record storico
“La benzina venduta nella rete stradale a 2,008 euro al litro e in autostrada a 2,085 rappresenta, in entrambi i casi, un record storico”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.
Il riferimento è alla serie delle rilevazioni giornaliere sui prezzi medi pubblicate dal Mimit, iniziate il 1° agosto 2023. Secondo Dona, non era mai stato registrato un livello così elevato dall’avvio di questa serie.
Per trovare prezzi superiori occorre tornare al 2022, quando lo scoppio della guerra in Ucraina contribuì a spingere verso l’alto il costo dei carburanti. Il confronto, precisa però Dona, non è perfettamente omogeneo, perché le rilevazioni settimanali effettuate allora dal ministero dell’Ambiente comprendevano sia la rete stradale sia quella autostradale.
La media settimanale tra il 27 giugno e il 3 luglio 2022 aveva portato la benzina a 2,065 euro al litro: un valore superiore all’attuale media sulla rete ordinaria, ma ancora inferiore a quella registrata oggi in autostrada.
Per trovare una media settimanale superiore a entrambe le rilevazioni odierne del Mimit bisogna invece risalire alla settimana dal 14 al 20 marzo 2022, quando il prezzo medio della benzina arrivò a 2,137 euro al litro.
Nel 2022 il taglio delle accise
Quel livello di prezzi aveva spinto il governo Draghi a intervenire con un taglio delle accise. La riduzione fu di 25 centesimi, che diventavano 30,5 centesimi considerando l’Iva al 22%.
È proprio a quel precedente che guarda oggi l’Unione nazionale consumatori per criticare la risposta dell’attuale governo alla nuova impennata dei prezzi.
Dona contesta in particolare la scelta di affidarsi al meccanismo delle cosiddette accise mobili, sostenendo che l’esecutivo non starebbe intervenendo in modo sufficiente per contenere l’impatto dei rincari.
L’attacco al governo Meloni
Il presidente dell’Unione nazionale consumatori usa parole molto dure nei confronti del governo.
“Il Governo Meloni, invece di fare altrettanto, con la scusa delle accise mobili, dorme un sonno profondo, va in letargo, girandosi dall’altra parte”, afferma Dona, criticando la gestione del caro carburanti alla vigilia del primo controesodo estivo.
L’aumento dei prezzi arriva infatti in una fase particolarmente delicata per gli automobilisti italiani, chiamati a sostenere costi più elevati per gli spostamenti proprio mentre milioni di persone sono ancora in viaggio o si preparano a rientrare dalle vacanze.
Il risultato è una nuova pressione sul costo del pieno, con la benzina che sulla rete stradale ha ormai superato stabilmente la soglia dei 2 euro al litro e il gasolio che si avvicina ai 2,20 euro in autostrada.
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(con fonte AdnKronos)
