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La solita retorica di Trump per il 4 luglio al Mount Rushmore
Il presidente degli Stati Uniti attacca “radicali ed estremisti” durante le celebrazioni dell’Independence Day e rilancia la retorica contro comunisti e Democratici
Donald Trump ha celebrato il 4 luglio al Mount Rushmore con un discorso dai toni durissimi, attaccando quella che ha definito una nuova minaccia all’identità americana e prendendo di mira “radicali ed estremisti” interni.
Nel suo intervento il presidente degli Stati Uniti ha parlato di una presunta “rinascita della minaccia comunista” nel Paese, sostenendo che l’America sia sotto attacco culturale e politico. Ha inoltre collegato questo scenario alla presenza di “nuovi arrivati” portatori, a suo dire, di idee incompatibili con lo stile di vita americano.
Trump ha definito il comunismo “il nemico dei popoli liberi”, “della Costituzione” e della stessa tradizione del 4 luglio 1776, rilanciando una contrapposizione netta con i Democratici, più volte indicati nel discorso come responsabili di questa deriva politica.
Il presidente ha poi affrontato il tema elettorale, sostenendo che le elezioni di metà mandato possano essere perse solo per debolezza interna e invocando l’abolizione dell’ostruzionismo e l’approvazione del “Save America Act”.
Nel discorso non sono mancati passaggi celebrativi della storia americana, con un lungo omaggio ai valori fondativi degli Stati Uniti e ai presidenti scolpiti sul Mount Rushmore: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.
Trump ha infine ribadito l’idea di un’America “eccezionale”, definita unica nella storia per libertà, forza e successo, contrapposta al resto del mondo segnato da sofferenza e instabilità.
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(con foto AdnKronos)
