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Omicidi Pietracatella: contrasti familiari sotto la lente
Le indagini sull’avvelenamento con ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita si concentrano sui rapporti interni alle famiglie
Si muovono nel perimetro dei rapporti familiari le indagini sull’omicidio di Pietracatella, dove Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono state uccise con la ricina. Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione su possibili contrasti interni alle famiglie Di Vita e Di Ielsi, ritenuti al momento il contesto più rilevante per individuare il movente.
L’ipotesi investigativa è quella di tensioni profonde e insanabili maturate nel tempo, ma allo stato non emerge alcuna pista definita né una persona sospettata in modo preciso. L’attività resta ancorata a verifiche e riscontri ancora in fase esplorativa.
Tra i prossimi passaggi, è previsto un nuovo ascolto di Laura, cugina di Gianni Di Vita. Non è ancora stato stabilito quando e dove si terrà l’audizione. Elementi utili sarebbero arrivati anche da parenti residenti fuori regione, senza però determinare sviluppi concreti.
Il lavoro degli investigatori si concentra anche sull’analisi dei dispositivi elettronici acquisiti, con la possibilità di utilizzare intercettazioni, registrazioni e dati relativi al traffico telefonico.
In questo contesto, lo scorso 28 aprile, presso la sede della Polizia Giudiziaria di Campobasso, è stato effettuato il download dell’iPhone 14 di Alice Di Vita, alla presenza dei legali delle parti. Il periodo analizzato dagli esperti copre l’arco temporale dal 1° dicembre fino ad oggi.
Gli accertamenti sono orientati alla ricerca di elementi utili nelle chat, nei social e nei siti visitati dalla diciottenne, assistita dall’avvocato Vittorino Facciolla. Il legale ha invitato alla prudenza, ricordando che la giovane è parte lesa e sta affrontando una fase segnata dal dolore, così come il padre.
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(con fonte AdnKronos)
