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Giovedì Santo a Gerusalemme, preghiere senza fedeli per la guerra con l’Iran
Il Patriarca latino Pierbattista Pizzaballa guida le celebrazioni al Santo Sepolcro in una chiesa vuota, mentre i luoghi sacri della città restano chiusi per motivi di sicurezza
A Gerusalemme, i leader cattolici hanno guidato le celebrazioni del Giovedì Santo senza la presenza dei fedeli, mentre i principali luoghi sacri della città restano chiusi a causa della guerra in corso con l’Iran.
Il Patriarca latino, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha officiato le preghiere nella Chiesa del Santo Sepolcro, osservando una chiesa vuota e un ambiente isolato. «C’è una tensione che non possiamo ignorare: fuori, le porte del Santo Sepolcro sono chiuse. La guerra ha trasformato questo luogo in un rifugio, un interno isolato da un esterno appesantito dalla tensione. Noi siamo qui come in un grembo di pace, mentre il mondo intorno a noi viene dilaniato, e vorremmo poter cambiare tutto questo», ha dichiarato Pizzaballa.
La polizia israeliana ha approvato un “piano di preghiera limitato”, riservando la Settimana Santa a un numero ristretto di ecclesiastici e personale della chiesa. L’accordo è arrivato dopo le tensioni di domenica scorsa, quando le autorità avevano impedito al cardinale di accedere alla chiesa, citando motivi di sicurezza legati ai lanci di missili iraniani, scatenando proteste e critiche a livello internazionale.
Le celebrazioni si svolgono ora in un contesto di massima cautela, con l’obiettivo di proteggere i luoghi sacri e il clero, mentre la città osserva le restrizioni imposte dal conflitto in corso.
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(foto: AdnKronos)
