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Orbán si arrampica sugli specchi e accusa i social alla vigilia del voto in Ungheria
Il governo ungherese contesta Facebook per presunto sostegno all’opposizione. Meta smentisce ogni interferenza algoritmica
Orbán si arrampica sugli specchi in vista di una sconfitta elettorale quasi certa e accampa scuse perfino contro i social. Alla vigilia delle elezioni di domenica 12 aprile in Ungheria, il governo di Viktor Orbán ha accusato Facebook di favorire l’opposizione e penalizzare il partito Fidesz.
Il portavoce del governo ungherese Zoltán Kovács, in un’intervista a Politico, ha dichiarato che “l’algoritmo sta fondamentalmente lavorando contro i partiti governativi”, attribuendo alla piattaforma un ruolo nella crescita del consenso dell’opposizione.
Secondo l’esecutivo, Facebook starebbe avvantaggiando il partito Tisza guidato da Péter Magyar, indicato in vantaggio nei sondaggi rispetto al partito di governo.
Il social network è la principale piattaforma utilizzata nel Paese e rappresenta uno spazio centrale per la comunicazione politica in Ungheria.
I dati sulle interazioni online riportati da fonti citate dal governo evidenziano una maggiore partecipazione ai contenuti dell’opposizione rispetto a quelli dell’esecutivo, nonostante il diverso numero di follower tra i due schieramenti.
L’esecutivo attribuisce tale differenza a presunte limitazioni dei profili politici e al funzionamento degli algoritmi della piattaforma.
Meta ha respinto le accuse, dichiarando che i suoi sistemi non trattano in modo differenziato gli account politici e che non esistono restrizioni specifiche per il primo ministro o per il governo ungherese.
Un portavoce della società ha inoltre affermato che nessun contenuto è stato rimosso e che la distribuzione dei post non subisce interventi selettivi legati all’appartenenza politica.
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(con foto AdnKronos)
