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Fermo a Roma per i colpi di pistola ad aria compressa al corteo del 25 aprile
Un ventenne della Comunità ebraica è accusato di tentato omicidio dopo gli spari contro due manifestanti nei pressi di Parco Schuster
Fermo a Roma per i colpi di pistola ad aria compressa al corteo del 25 aprile, con un ventenne della Comunità ebraica ora in stato di fermo con le accuse di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi.
Il provvedimento è scattato al termine delle indagini della Digos, coordinate dalla procura di Roma, dopo i fatti avvenuti nei pressi di Parco Schuster, al termine della manifestazione per la Festa della Liberazione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane sarebbe stato identificato grazie all’analisi delle immagini delle telecamere della zona e alle testimonianze raccolte sul posto. Il fermo è stato eseguito ieri sera intorno alle 20, dopo una perquisizione.
L’episodio risale alla fase conclusiva del corteo, quando un uomo a bordo di uno scooter, con giacca mimetica e casco integrale, avrebbe esploso almeno tre colpi di pistola ad aria compressa contro due manifestanti.
Le vittime, un uomo e una donna, indossavano al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi. Entrambi sono rimasti feriti: lui al collo e alla guancia, lei alla spalla. Le lesioni sono state definite lievi e i due sono stati medicati sul posto dal personale del 118.
Il ventenne è ora accusato di tentato omicidio, oltre che di detenzione e porto abusivo di armi. Le indagini proseguono per definire con precisione la dinamica dell’accaduto.
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(con fonte AdnKronos)
