Ottavia Piana, rimasta ferita durante un’esplorazione speleologica nel bergamasco, è stata salvata dopo 75 ore di operazioni di soccorso

Nella notte tra il 16 e il 17 dicembre, Ottavia Piana, la speleologa rimasta ferita e bloccata nella grotta Abisso Bueno Fonteno, è stata finalmente tratta in salvo. Alle ore 2.59, i soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) hanno raggiunto l’uscita della grotta insieme alla barella che trasportava la donna. La complessa operazione di recupero, durata 75 ore, è iniziata alla mezzanotte del 15 dicembre, concludendosi in anticipo rispetto alle previsioni.

Il dispiegamento di forze e la sinergia tra squadre

L’operazione ha coinvolto 159 tecnici provenienti da 13 diverse regioni italiane. La sinergia tra le varie squadre si è rivelata cruciale per la riuscita del salvataggio. Durante la missione, Piana è stata costantemente monitorata e assistita da 6 medici e 8 infermieri specializzati, che si sono alternati in una complessa staffetta all’interno dell’impervia cavità.

Il trasferimento in elisoccorso

Dopo l’uscita dalla grotta, la barella è stata trasportata in un’area allestita dai Vigili del Fuoco per consentire il recupero tramite elisoccorso. Una volta presa in carico dall’elicottero di AREU 118, Ottavia Piana è stata trasportata all’Ospedale di Bergamo per ulteriori accertamenti. Le sue condizioni, seppur serie, non sembrano destare preoccupazione immediata.

Un intervento tempestivo e coordinato

Il successo del salvataggio è stato frutto della perfetta coordinazione tra le varie unità di soccorso e la rapidità con cui sono state affrontate le difficoltà logistiche e ambientali. L’intera operazione rappresenta un esempio virtuoso di efficienza e professionalità nel campo del soccorso speleologico.

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(con fonte AdnKronos)