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Scuola in sciopero: 15 novembre si ferma istruzione pubblica
Anief e Unione degli Studenti in piazza per chiedere stabilità contrattuale, riforma pensionistica e diritto all’istruzione. Una mobilitazione per la scuola pubblica contro le politiche del governo Meloni
Il 15 novembre le lezioni sono a rischio a causa di uno sciopero indetto dal sindacato Anief e supportato dall’Unione degli Studenti. La protesta, diretta principalmente contro l’abuso dei contratti a termine nel settore scolastico, è sostenuta anche dalla Flc Cgil. Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, denuncia l’aumento dell’organico a tempo determinato, l’innalzamento dell’età media del personale scolastico e il mancato riconoscimento dei titoli universitari ai fini pensionistici, mentre per altre categorie come le forze armate, il riscatto è gratuito.
Gli studenti, rappresentati da Tommaso Martelli e Francesco Valentini, manifestano contro un sistema educativo che considerano sempre più subordinato alle esigenze aziendali e meno focalizzato sui diritti studenteschi. Le critiche principali riguardano la recente riforma della condotta e le modifiche agli Istituti Tecnici, considerate da Martelli una forma di controllo e di avviamento lavorativo forzato. Al centro delle contestazioni anche il Ddl Sicurezza, definito una minaccia alla libertà di dissenso.
Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, ha dichiarato che lo sciopero richiama alla necessità di maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e all’importanza di garantire spazi di espressione per i giovani, criticando gli episodi recenti di repressione delle manifestazioni studentesche.
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(con fonte AdnKronos)
